Torcello, Burano e San Francesco del Deserto

Torcello, Burano e San Francesco del Deserto

Una esperienza da non perdere! Una giornata in barca nella laguna nord di Venezia per visitare le isole di Torcello, Burano e San Francesco del Deserto! Visita facoltativa del Museo Casa Andrich a Torcello. Tempo libero per visitare Mazzorbo.

 

Da Altino a Torcello.

Visitare le isole minori della Laguna di Venezia non è mai stato così facile.

Una giornata che vi affascinerà sin dalla partenza, da Altino, luogo ameno ma che nasconde una miriade di tesori nascosti.

Il ritrovo è alle 9.00 al piccolo imbarcadero di Altino, che si raggiunge facilmente percorrendo la strada statale Triestina, subito dopo l’aeroporto Marco Polo di Venezia. Il punto di imbarco si trova proprio sotto il ponte che affianca il nuovo complesso del Museo Archeologico. Parcheggio auto gratuito poco più avanti, dopo la trattoria Antico Altino e prima della chiesa di S.Eliodoro. Si viaggia con una imbarcazione tipica lagunare oppure in bragosso, vecchia imbarcazione da pesca adattata a trasporto passeggeri a seconda del numero di partecipanti e solo su prenotazione. Si percorre un bellissimo tragitto naturalistico tra canali e barene silenziose, interrotti solo dalla vista delle numerose specie di uccelli che nidificano in queste zone palustri. Uccelli come folaghe, aironi cinerini, cigni selvatici, cormorani e fenicotteri rosa!

Il tutto mentre il capitano ci racconta la storia di questi luoghi, della città romana di Altino e dei suoi abitanti, fuggiti verso le isole in seguito alle invasione barbariche nel corso dei secoli. Dopo circa un’ora di navigazione giungiamo a Torcello. Quest’isola un tempo abitata da oltre 50000 persone ora è un gioiello museale a cielo aperto. Pensate che sono rimaste a vivere nell’isola solo 9 persone! Una volta sbarcati si percorre l’unica via che ci conduce al complesso museale. Due edifici storici di origine tardo romanica, uno dedicato a museo, l’altro a canonica fanno da cornice alla meravigliosa Basilica minore di S.Maria Assunta che conserva meravigliosi mosaici di epoca bizantina. A fianco la seconda chiesa dedicata a Santa Fosca e le fondamenta del Battistero non più presente. In una giornata di sole merita una salita l’antico campanile staccato dalla basilica per un’esplorazione a 360° della laguna di Venezia. Sul sagrato antistante il complesso si erge anche il monumento forse più fotografato dai turisti, il Trono di Attila, poiché la leggenda dice che il re degli Unni giunse fino a qui a durante l’invasione che spinse il popolo altinate ad abbandonare Altino per trovare rifugio a Torcello e nelle isole vicine. Di fronte al monumento se siete fortunati e volete un bellissimo souvenir di Torcello vi consigliamo di visitare la bancarella (presente ogni tanto) di Eros, un ritrattista paesaggista che compone dei bellissimi acquerelli e dipinti con una tecnica particolare.

Alla vostra sinistra per un pranzo coi fiocchi potete incontrare la famosa Locanda Cipriani gestita dal figlio di Tinto Brass, che ha ospitato numerosi artisti e personaggi famosi e dove anche lo scrittore Ernest Hemingway soggiornò per lungo tempo quando scrisse il suo romanzo “Di là dal fiume, tra gli alberi”. Se invece optate per un menù più semplice vi consigliamo la trattoria Al Trono di Attila, sulla vostra destra. Ah non dimenticatevi di scattare una foto al celebre Ponte del Diavolo! Questo ponte deve il suo nome ad un’antica leggenda che narra di di una giovane fanciulla, di una strega e...di un gatto nero! Se volete leggere la leggenda cliccate qui.

La nostra escursione a Torcello procede con la visita guidata FACOLTATIVA al Museo Casa Andrich dove il padrone di casa, Paolo, nipote dell’artista Lucio Andrich ci aspetta per le 11.30 puntuali. La visita nella tenuta dura circa un’ora durante la quale l'eclettico Paolo ci racconta la storia morfologica della laguna e delle vicende del vecchio Hemingway con aneddoti e segreti legati alla casa museo dello zio pittore e dei suoi trascorsi.

Alle 12.35 puntuali è ora di salpare e il nostro capitano ci aspetta al molo per condurci in un’altra isola, quella vivace e colorata di Burano.

Da Torcello a Burano e Mazzorbo.

Arriviamo dopo pochi minuti di navigazione al molo di Burano e fin da subito alla vista le calli cominciano a brulicare di persone. Dimenticati i silenzi magici di Torcello e godiamoci gli occhi con i vivaci colori delle mura delle tipiche case colorate accostate e respiriamo la simpatica allegria dei suoi abitanti. Burano non è famosa solo per i suoi colori e i suoi scorci da favola ma anche per i merletti, il buon pesce ed i biscotti. Da non perdere dunque una visita al Museo del Merletto che si trova proprio dinanzi alla chiesa di San Martino con il suo caratteristico campanile pendente. Se non avete pranzato a Torcello, qui a Burano c’è l’imbarazzo della scelta. Vi consigliamo un primo piatto od una frittura di pesce presso il Raspo de Ua che si trova sulla calle principale dell’isola.

Qui in isola, un po’ nascosto dalla massa, in via Giudecca 49, c’è un piccolo laboratorio artigianale di ceramiche. Si chiama Bruco e Pupa. Lo troviamo in una casa colorata di un  blu intenso e la sua proprietaria, Irma Spencer, fabbrica con un piccolo forno delle bellissime ceramiche raffiguranti le tipiche casette colorate di Burano. Oggetti che potete acquistare come souvenir. Andate a trovarla, ve lo consigliamo! E non dimenticate che a Burano la tradizione vuole che si assaggino i famosi biscotti di pasta frolla chiamati buranelli, tondi o a forma di esse. Qui potete scegliere tra le due rinomate pasticcerie Palmisano oppure, se desiderate qualcosa di più genuino e autentico, andate al forno del signor Garbo in Fondamenta degli Assassini 335. E’ un piccolo laboratorio  di dolcetti e biscotti dall’atmosfera vintage ed il proprietario è talmente simpatico che non potete non portarvi a casa un sacchetto di biscotti!

Ma Burano è collegata ad un’altra isola: Mazzorbo. Un ponte le divide. Vicino al molo di imbarco il lungo ponte vi porta all’altra isola dove oltre la metà del territorio è circondato dalle mura della Tenuta Venissa. Nella tenuta si coltiva uno dei vini più pregiati di Venezia, frutto di ricerche su antiche vigne esistenti in laguna che sono state recuperate. E si produce anche il famoso carciofo violetto tipico di queste zone. Nella tenuta è possibile, su prenotazione, effettuare una degustazione dei pregiati vini. Una passeggiata intorno all’isola per circa 1,5 km, con splendida vista sulla laguna e su Venezia e per visitare l’antico complesso abbaziale, ci fa ritornare al punto di partenza ovvero pronti all'imbarco per il viaggio di ritorno. Alle 16.10 il capitano ci aspetta per il rientro ad Altino.

Da Burano a San Francesco del Deserto.

L’isola di San Francesco del Deserto ospita un monastero francescano dove i monaci accolgono i visitatori e li accompagnano per una visita guidata di un’ora circa alla scoperta di un’oasi di pace e meditazione dove lo stesso Francesco si fermò nel suo viaggio di ritorno da Babilonia. Proprio qui si narra che si fermò a parlare con gli uccelli. Per la visita si può fare un’offerta libera ai frati del monastero. Alle 15.50 il battello passerà a prenderci per il viaggio di ritorno, con la sosta a Burano e la ripartenza verso Altino.


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